DAL CAMPO DI MISSIONE - INDIA 2018

Cari amici e fratelli sostenitori

Sono da alcuni giorni arrivata in India con una sorella svizzera: Daniela e ringrazio Dio per la Sua protezione.

Ormai sono da un po’ di anni che mi reco in questi luoghi per raccogliere testimonianze del lavoro eseguito attraverso il vostro aiuto dall’Italia, e pur sapendo cosa mi aspetta i miei occhi non si sono ancora abituati alla tanta miseria e alle condizioni che ancora molte persone vivono e affrontano quotidianamente.

Come cristiana le domande che mi pongo sono molte e la principale è: mi è sufficiente vivere nella grazia che Dio ogni giorno mi conferisce per fare la Sua volontà o ci deve essere anche un impegno da parte mia per mostrare quella grazia che Dio mi ha dato attraverso Suo Figlio?

Parliamo spesso della bontà di Dio, del messaggio d’amore che Gesù ci ha lasciato con il Suo esempio e mi chiedo: a cosa serve conoscere se non pratichiamo i Suoi insegnamenti?

I poveri saranno sempre in mezzo a noi dice la sua parola e sembrerebbe quindi: che ti dai a fare? Il mondo non lo cambi!
Questa in effetti sembrerebbe una realtà ma la Parola parla di un cambiamento dentro di noi che porterà un cambiamento attraverso di noi.

Questo è davvero avvenuto o ci limitiamo solo a parlarne riscaldando una sedia da troppo tempo credendo di fare la cosa giusta?

Non pensate che la chiesa come la intende Cristo sia una chiesa missionaria in cui il nostro corpo è il tempio dello Spirito e quindi una chiesa che cammina, una chiesa attenta al bisogno dell’altro, una chiesa che prega per intercedere, una chiesa che dona attraverso l’opera delle sue mani e che si appoggia sulla fede in Dio dipendendo da Lui ogni giorno?

Qual è il senso di essere cristiano se non quello di servire chi è più debole?

La nostra fede cresce, se ogni giorno sperimentiamo che Dio è con noi nelle cose che facciamo, adoperandoci, per essere gioia per l’altro.

La speranza di cui parliamo è fatta di piccoli gesti che incoraggiano chi ha lo sguardo abbassato, mostrando a lui la gloria futura.

Ma se non viviamo tutto ciò, come lo possiamo trasmettere? Possiamo nel tempo rischiare di non credere più e arrivare addirittura a pensare che sono delle belle favole ma che in realtà nulla cambierà smettendo di credere che i miracoli esistano ancora.

Noi siamo il miracolo di Dio!
Un giorno ci ha chiamati ad esercitare la fede, quella fede che ci ha salvati.

Pertanto, quando Gesù tornerà, troverà la fede sulla terra?

Credo sia tempo di alzarci e servire con impegno, perché la mèsse è grande ma gli operai sono pochi!

In tanti con poco potremmo fare molto per chi è nella sofferente difficoltà.

Sr.Luciana

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Arrivati nella missione di Amalapuram. Ad accoglierci alcuni ragazzi del college.
I loro sorrisi cancellano la stanchezza delle tante ore di viaggio.